POGGIO AQUILONE

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Poggio2Frazione del comune di San Venanzo (TR), si trova sulla sommità di una collina marnoso-calcarea che domina il corso del torrente Fersinone (un immissario del fiume Néstore) ad un’altezza di 295 m s.l.m. ed è occupato da 78 abitanti, secondo i dati ufficiali del censimento Istat del 2001.Il borgo si trova in una posizione piuttosto isolata, raggiungibile comodamente partendo dalla vicina Marsciano, oppure attraverso una strada in forte pendenza, deviazione della statale che conduce a San Venanzo.Lo stemma del paese reca scolpita in bella evidenza un’aquila.
Nei pressi del paese, nel 1898, è stata rinvenuta una sepoltura a fossa di era eneolitica (10’000 a.C.); al suo interno, si trovava uno scheletro, circondato da oggetti in selce e rame, probabilmente delle cultura detta del Rinaldone. Tra questi, di particolare pregio e finitura, una pugnale in selce rossa ed un martello forato, conservati ora al Museo Civico Archeologico di Bologna.
Nel XIII secolo, il Castel del Poggio de l’Aquilone risulta essere una proprietà dei Cadolingi Conti di Marsciano (di origine longobarda) e nel seguito sarà possedimento dei nobili di Perugia, tra cui gli Oddi, i Podiani, i Montesperelli ed i Ponfreni.Nel 1258 risulta essere posto sotto la giurisdizione di Perugia, ai confini meridionali del contado con il territorio dell’Alto Orvietano, e nel 1282 il podestà del paese prestava fedeltà ai magistrati perugini.Arrigo VII di Lussemburgo venne qui ospitato nel 1312, durante la sua venuta per sottomettere i fiorentini.
Nel 1442 viene scritto lo Statuto di Poggio Aquilone, una raccolta di 109 articoli destinati a regolare il governo, la sicurezza, la socialità della piccola comunità (ora è conservato alla Biblioteca Augusta di Perugia). Concesso per la prima volta dai Conti di Marsciano, esso verrà poi integrato ed aggiornato nel 1556.
Nel XVIII secolo vi viene istituito un “monte frumentario”, ossia uno dei pochi punti dell’Italia centrale ove si raccoglievano le granaglie destinate all’alimentazione umana.

Appartenne a Perugia fino al 1831, quando da Roma venne passato sotto la giurisdizione di Orvieto. Quindi rimase al comune di San Vito in Monte fino al 1927, anno in cui venne inglobato nel territorio comunale di San Venanzo. Dal punto di vista religioso, comunque, il territorio poggese è tuttora inserito nella Diocesi di Perugia.
Tra i personaggi illustri del Poggio va ricordato il pittore Adelio Santi, nato nel 1918 a Castel Viscardo e poi trasferitori in questi luoghi.
Frazione di San Vito fino al 1831, divenne parte del comune di San Venanzo nel 1929. La chiesa parrocchiale contiene interessanti testimonianze pittoriche tra cui una via crucis del XVIII secolo.

Festività
Ultima settimana di maggio e prima settimana di giugno, festeggiamenti per il patrono S. Pasquale Baylon e Sagra degli umbricelli fatti a mano, a cura dell’Associazione AMICI DI POGGIO AQUILONE.