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Epoca Medievale

Se del periodo etrusco-romano restano solo poche tracce, molto più documentato e visibile è invece il ruolo svolto dal castello di San Venanzo nel periodo Medioevale e nell’Alto Medioevo insieme a quello dei castelli di: San Vito, Poggio Aquilone, Civitella, Rotecastello, Collelungo e Ripalvella i quali segnarono uno spartiacque perennemente conteso fra le rivali dominazioni di Orvieto, Marsciano, Perugia e Todi. I primi documenti scritti che riguardano il castello di San Venanzo li ritroviamo nel Codice Diplomatico della città di Orvieto a partire dal 1200. Da un atto del 1295 risulta ad esempio che la popolazione rifiutò di eleggere a proprio amministratore il Visconte designato da Orvieto. Altri atti testimoniano che nel 1348 il castello fu abbandonato in seguito alla mortale epidemia di peste che flagellò l’Europa intera e che ci vollero alcuni anni perché la popolazione tornasse a celebrare i riti sacri nella chiesa di Santo Venanzio Martire e a ripopolare il castello con la ristrutturazione delle case devastate. E’ molto probabile quindi che risalga a quell’epoca anche la costruzione della chiesina fuori le mura in onore di San Rocco. E’ documentato infatti che il santo, miracolosamente guarito dal contagio ed invocato con grande devozione come protettore contro l’epidemia nel suo incessante pellegrinaggio lungo l’intera penisola, abbia lasciato tracce del suo passaggio anche nella vicina Acquapendente. Fonti storiche certe testimoniano infine che dal 1394 San Venanzo fu feudo di Monaldo Monaldeschi e che nel 1437 il Castello, dopo l’ennesimo rifiuto di adempiere ai propri doveri fiscali, venne totalmente distrutto “ob rebellionem contra SDN, contra totam patria et contra civitatem”.

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